Le origini

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Il dramma, la commedia, la farsa (2007)

Con il prezioso contributo del Comune di Pianiga che ha contribuito ad un corso di recitazione ad hoc tenuto dal regista Nando Bertaggia, alcuni elementi della compagnia assieme ad altri elementi di Pianiga mettono in scena una nuova commedia come saggio di fine corso di recitazione. Stavolta si impara la dizione in italiano, gli accenti, l'impostazione della voce, i movimenti e le pause giuste da tenere in palcoscenico. Ne nasce un bellissimo e divertentissimo lavoro con tema dominante il tradimento amoroso visto in tre ottiche diverse: il dramma, magistralmente interpretato dalla coppia Alberto-Elena, la commedia con Martino-Celeste protagonisti e la comicissima farsa dove lo humor di Nicola ben si "sposa", è il caso di dire, con l'allegra vitalita' di Giulia, moglie fedifraga. L'autore è Luigi Antonelli (1882-1942) non molto noto ai piu' ma presente nel palcoscenico teatrale come autore (molto bella l'interpretazione di Ugo Pagliai e Paola Gassman del 1990). Il debutto avviene in due tempi, prima a porte chiuse in teatro a Pianiga a giugno 2007 e poi ufficialmente sabato 1 dicembre 2007. Si prevedono numerose repliche nel corso del 2008.

 

Le donne di buon umore (2008)

Allo scadere del 2007, per la precisione il 31 dicembre 2007 finalmente riusciamo a fondare l'Associazione culturale "Amici del Teatro di Pianiga" regolarmente iscritta nell'albo delle associazioni del comune. Con Gabriella Masiero presidente riusciamo ad organizzare la rassegna teatrale "Le domeniche del villaggio" in cui facciamo la conoscenza con la regista Serena Fiorio. Dopo le ultime repliche delle Baruffe Chiozzotte e del Dramma, Commedia, Farsa scegliamo la nuova commedia da studiare e mettere in scena per il fatidico "salto di qualita' ", commedia di Carlo Goldoni poco rappresentata ma molto molto bella e intrigante, "Le donne di buon umore" , traduzione in italiano (visto il  corso di dizione dell'anno precedente) de "Le Morbinose" sempre dello stesso autore. La scelta dei personaggi cade a fagiolo con Luca (il sordo) interpretato da Nicola, Silvestra (la sorella zitella) da Gabriella e la new entry Arcavio che interpreta magistralmente il cavalier Odoardo.  “Morbino” è una certa espressione veneziana che significa allegria, giocondità sollazzevole, da cui è facile intuire la simpatia delle donne “Morbinose”. Ma “L’Autore a chi legge” si cimenta immediatamente a tradurre la commedia, rigorosamente in dialetto e in versi martelliani  nella  prosa in lingua toscana e la intitolerà: ”Le donne di buon umore”. E Venezia sorprenderà per l’entusiasmo con cui accoglie la nuova versione, estesa ad un pubblico più vasto in grado di godere quel certo spirito di allegria civile e onesta che diverte moltissimo e non offende, conservando perciò tutta l’arguzia dei personaggi che popolano le calli e i campielli di questa città unica e preziosa. Roma sembrerà indifferente alla generosa offerta, forse per “il diverso genio delle nazioni“, come suppone mortificato il Goldoni. La regista Serena forte della sua esperienza riesce a caricare a dovere tutti gli attori e a presentare uno spettacolo degno di prestigiose ribalte, anche con il contributo di scenografie e costumi davvero all'altezza della situazione. Il debutto avviene sabato 10 gennaio 2009 con uno straripante teatro al limite della capienza, circa 400 persone e molte altre che non sono potute entrare e per le quali si è deciso subito di replicare domenica 15 febbraio 2009 aprendo la rassegna "Le domeniche del villaggio".

La donna volubile (2010)

Allo scadere del 2009, dopo essersi iscritti finalmente alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale (F.I.T.A.) e aver messo in rete il nuovo sito della Compagnia, si gettano le basi per la nuova commedia. Si decide di cambiare regia per affrontare un'altra esperienza che ci possa far crescere come attori, oltre che come gruppo. Alcune defezioni per problemi di lavoro come Adriana, ma anche new entry come Eleonora e la gia' conosciuta Elena, ci danno la forza e nuove motivazioni per affrontare il nuovo lavoro goldoniano "La donna volubile". Portata sulle scene nell'anno 1751 da Carlo Goldoni (1707-1793) quest'opera fa parte delle sedici commedie nuove tra le quali i famosi “Pettegolezzi delle donne” in cui si esamina il tema della volubilità femminile, rispetto al quale Goldoni dichiara il debito all'Irresoluto di Destouches (1713): l'argomento viene trattato in maniera vivace, soprattutto in relazione al personaggio della figlia maggiore Rosaura che si trova piu' volte davanti alla decisione di prendere marito. La commedia conserva una grazia tutta settecentesca e l'autore si diverte a scherzare sulla moda del tempo. Nell'autore a chi legge Goldoni dichiara che Rosaura è quel tipo di donna “volubile, che nel giro di poche ore cambiasi più e più volte, sembrerà a qualcheduno pazza, e molto più che volubile. Veramente parlando, la volubilità per se stessa è una spezie di pazzia limitata, mentre la ragione suggerisce agli animi la costanza, e chi opera contro ragione suol dirsi pazzo. In tutte le cose vi è il più ed il meno. In un giorno una volubile si cambierà una volta: un’altra due e qualcheduna tre. Rosaura si cambia più volte ancora, ond’ella è una volubile eccedente, una volubile da Commedia.” 
Gli “Amici del teatro di Pianiga”, con la sapiente regia di Lucia Schierano (nota attrice padovana, oggi in scena con Natalino Balasso ne "La bisbetica domata"), hanno voluto interpretare la commedia goldoniana ambientandola nella Venezia degli anni '20-'30, in cui la figura femminile comincia veramente a prendere coscienza delle decisioni della propria vita, senza imposizioni esterne, soprattutto paterne, nella fattispecie per la scelta del futuro marito. Una Venezia abitata da donne della “Belle Epoque” pronte a diventare protagoniste della propria esistenza, anticipando di parecchi decenni il movimento femminista italiano, riesce a non formulare un giudizio negativo sulla volubilita' di Rosaura, bensi' a tracciare una decisa presa di coscienza e super partes sulle scelte del proprio futuro. Vuole essere un modo diverso di interpretare negli usi e nei costumi il sempre attuale messaggio morale che il saggio Goldoni ci vuole trasmettere.
Il debutto e' previsto per la rassegna teatrale di Debba di Longare il 20 novembre 2010, per poi essere replicata a Pianiga (Ve) sabato 27  e domenica 28 novembre 2010.

Niente da dichiarare? (2012)

Per cambiare genere teatrale e soddisfare nuove esigenze di comicità, si è deciso di affrontare la commedia degli equivoci (amorosi) e piu' precisamente il filone dei "parigini" come Feydeau (L'hotel del libero scambio) e appunto come Hennequin e Veber con l'esilarante testo "Niente da dichiarare". A questo scopo gia' nel corso del 2011 e precisamente a giugno, si sceglie e si contatta Gianni Rossi, noto esperto regista dei Trentamici dell'Arte di Villatora (Pd), con la cui collaborazione si è intrapresa una nuova vivace esperienza di espressione teatrale, nell'ambito del progetto di crescita e diversificazione del nostro Gruppo. La commedia, ambientata nei salotti altolocati e benestanti della nobiltà' parigina del 1870, scivola via con un ritmo davvero incalzante e ricco di colpi di scena e improvvise battute comiche, sorretta da numerosissimi personaggi eclettici come Francois Dupont, magistrato della nona sezione e padrone di casa, dall'esasperata Corinne, sua moglie e dalle figlie Monique e Michelle. Il nocciolo della questione e' molto semplice: il marito novello di Monique non ha adempiuto al suo "dovere" coniugale in viaggio di nozze in treno per Parigi....complice un doganiere troppo "invadente" da cui il titolo della commedia....e Corinne, la suocera, vuole a tutti i costi trovare una soluzione a questa sua defaillance. Inoltre l'intreccio amoroso che si stabilisce tra Margot, la cocotte del paese, e tutti i personaggi maschili della commedia porta a continui ricatti tra gli stessi e soprattutto a furibonde esternazioni di Corinne. Il finale del tutto inaspettato lo lasciamo al piacere del pubblico che verra' a vederci prossimamente nel corso del 2012. L'occasione della nuova commedia ha visto l'inserimento di un nuovo attore, Davide Fauri, gia' allievo di Serena Fiorio e collega di Alberto di Bernardo, che vestira' il ruolo del giovane fidanzato di Michelle, Janpierre Fournier.

Pagamento alla consegna (2015)

Per trovare un'altra commedia giusta per bissare i successi di Niente da dichiarare? davvero ci si e' impegnati tantissimo, al punto che per quasi 6 mesi si e' cercato un testo all'altezza del precedente. Dopo aver cercato ancora sul filone vaudeville la ricerca si è spostata su autori contemporanei con comicità e humour inglesi. Ecco allora la novità di "Pagamento alla consegna" (Cash on delivery), testo inedito in Italia del figlio (Michael) del famoso autore teatrale Ray Cooney (Il letto ovale, Taxi a due piazze, etc...) che tratta di un tema assai molto attuale: le truffe ai danni dello stato, ovvero sia, la piaga dei falsi invalidi. Una frenetica commedia gremita di personaggi umoristici, goffi e stereotipati cimentati in una farsa indecifrabile ma evidentemente cristallina, che ironizza sul sistema sanitario e di previdenza sociale. In seguito alle diverse lettere inviate dalla previdenza sociale al vecchio inquilino del suo appartamento, Rupert Thompson, Eric, disoccupato da due anni, ha un’idea geniale: assumere l’identità di Rupert, ormai emigrato in Canada, per incassarne le indennità. Eric rimane intrappolato dalla burocrazia e non riesce a fermare il flusso di assegni e sussidi neanche in seguito alle esplicite richieste. I personaggi di questa commedia, primi fra tutti Norman, si trovano coinvolti in una serie di avvenimenti ingarbugliati, dando adito a fraintendimenti colossali che invece potrebbero essere districati con semplicità. Ma bugia dopo bugia, la vita di personaggi comuni diventa sempre più caotica e complessa dando vita ad avvenimenti paradossali, ironici e purtroppo anche tristi. Sono i paradossi della nostra società industrializzata dominata dal capitalismo: il denaro viene sprecato per accontentare fantomatici invalidi o disoccupati che diventano simbolo di come i garbugli a livello sistemico siano incontenibili e occultati dalle pratiche burocratiche. I reali bisogni dell’umanità non vengono tenuti in seria considerazione e ovviati, anche se la soluzione potrebbe essere semplice e repentina. Il debutto della commedia, dopo due anni di sostituzioni degli attori che per motivi di lavoro hanno dovuto abbandonare la compagnia, è previsto per sabato 19 marzo 2016 a Pianiga con replica domenica 20 marzo.

Ancora sei ore (2017)

Dopo ben due spettacoli, diretti dall'ottimo regista Gianni Rossi, che hanno raccolto premi indiscussi come a Polesella nel concorso teatrale Rino Mazzetti del 2015 e molti altri tra cui Adria, Mestre, Arqua' Polesine e per la selezione nazionale al "Fabrica di Roma" del febbraio 2018 con "Pagamento alla consegna", si decide di dare una sterzata decisa alla verve comica della compagnia ingaggiando il noto regista Davide Stefanato. Da 20 anni radicato nel settore, autore di testi per RAI 4, cabarettista con "Risi e Bisi" e successivamente con "Bepi e Maria Show" (nella parte di autore e maggiordomo) Davide raccoglie la nostra sfida che si rivolge verso un testo scritto e tagliato su misura per i nostri personaggi e possibilmente in dialetto. Visti all'opera a Treviso e decisamente ammirato dalle nostre interpretazioni teatrali, Davide prende in mano la penna e dopo alcuni mesi di studio e notti insonni riesce ad elaborare in esclusiva per noi un bellissimo testo teatrale che vedrà il suo debutto a maggio 2018: "Ancora sei ore" di Davide Stefanato con la regia appunto dello stesso Davide. La trama è molto articolata e ricca di suspense: Antonio, burbero contadino della provincia padovana, vive gli ultimi anni della sua vecchiaia in compagnia della sua badante emiliana Lorella che lo accudisce con cura, nonostante i continui battibecchi. Tutti i parenti aspettano la sua dipartita per spartirsi l'eredità che consiste in una bella casa lasciata dai genitori in custodia ad Antonio. Una volta raggiunto l'aldilà, Antonio accetta un'allettante proposta ricevuta da Dio in persona: avere la possibilità di scendere sulla Terra per altre sei ore, per dirimere le questioni nate fra i parenti per accaparrarsi la casa in eredità. Da qui una serie di tragicomiche scene in cui i vari personaggi coinvolti scoprono il loro vero lato negativo, si tolgono la maschera inconsapevolmente, complice un artificio divino che Antonio manovra alla perfezione impossessandosi della loro anima... il finale a sorpresa è davvero inaspettato.